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JOB WOUTERS

Olandese di nascita, Job Wouters, 34 anni, è il calligrafo di riferimento della sua generazione.

Lo stile, tutto personale, delle opere di Letman (nome d’arte) è un ibrido di graffiti, illustrazioni, dipinti e disegni grafici, il frutto visibile del suo piacere ossessivo per la forza e la bellezza della scrittura. Lo stile di Letman condivide l’esuberanza, l’immediatezza e i colori psichedelici degli artisti della Pop Art. Come Andy Warhol e Keith Haring, Wouters accresce il suo successo grazie a collaborazioni con creativi come Yvo Sprey, Gils Frieling e suo fratello Roel Wouters.

Sebbene i suoi murales siano per lo più commissionati da gallerie d’arte internazionali come il Walker Art Center e il Design Museum di Helsinki, Wouters presta la sua esclusiva abilità calligrafa a poster, vetrine e collezioni di moda. Nel 2012 Gestalten pubblica la sua prima monografia intitolata 'Letman: The Artwork and Calligraphy of Job Wouters'.

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'La caratteristica che preferisco di più della calligrafia è la sua qualità universale. Siamo infatti tutti capaci di scrivere e possiamo perciò comunicare con un testo scritto bene. Quando vediamo una bella calligrafia, bene eseguita - specialmente se la osserviamo mentre viene creata - ne entriamo in sintonia. È un lavoro che, se si hanno tempistiche strette, può diventare tuttavia alquanto intransigente. Non crederete mai quanto sia strano essere estremamente stressati e dover, allo stesso tempo, scrivere in modo armonioso. Però è anche piacevole, è una gran fonte di gioia.'

La passione di Job Wouters per la tipografia trova la sua prima forma di espressione nei graffiti; l’artista studia poi arte e design presso la Royal Academy of Art all’Aja e alla famosa Rietveld Academy di Amsterdam dove accresce la sua attrazione per i caratteri e la scrittura.Mentre il suo lavoro appare semplice ed immediato, guardandolo oggi all’opera si direbbe tutt’altro, ricorda piuttosto la meticolosità di un monaco medievale intento a creare un manoscritto miniato.

Wouters è senza dubbio un eccellente calligrafo e c’è qualcosa di ipnotico nella concentrazione che riesce a mantenere quando esegue gli stessi motivi per ore e ore, lavorando con un arsenale di materiali per produrre fluttuazioni di colori che affascinano gli occhi e confortano l’animo.

'Nella calligrafia esiste sempre una tensione fra libera espressione e controllo: due forze che sembrano opposte ma, in un certo senso, non lo sono affatto. Si incontrano e si uniscono perfettamente all’interno di un’opera d’arte ben riuscita. Le persone pensano sempre che i lavori manuali siano belli perché imperfetti ma, in realtà, la maggior parte degli artigiani si sforza per raggiungere la perfezione. Io non punto alle imperfezioni, ma sono naturalmente parte del lavoro'.

Anche se la tecnologia digitale svolge un ruolo preciso nel lavoro di Wouters, i suoi complessi caratteri sono prevalentemente creati a mano. La sua è una pratica che si presta particolarmente bene alla creazione dal vivo, spesso con risultati spettacolari, come per esempio per il suo murales 'Home' al Walker Art Centre, o per il gigantesco disegno a gesso prodotto alla fine del 2013 per il Design Museum di Helsinki. Wouters e il suo amico e collaboratore Gils Frieling definiscono la loro estetica 'Hardcore Positivism' – è il loro tentativo di presentare oggetti dalla forte carica armonica per bilanciare le bruttezze del mondo.

'Negli ultimi due o tre anni, il mio lavoro artistico si è progressivamente orientato verso la realizzazione di murales di grandi dimensioni. E’ un tipo di creazione quasi 'teatrale', infatti si esegue dal vivo e le persone reagiscono istintivamente in modo diverso. Se pubblico un libro con i miei disegni, esce sul mercato e probabilmente viene ripreso dai media, o vince un premio, ma non avrò mai un feedback diretto. Mi appassiona particolarmente disegnare davanti ad un pubblico e catturarne le sensazioni. È qualcosa di sociale e di interattivo'.

Verosimilmente alcune delle opere più entusiasmanti di Wouters sono quelle che lui chiama 'gli scarabocchi' che solitamente sono i disegni che fa mentre cerca lo stile migliore per una particolare lavoro. Sperimenta con diversi strumenti – pennelli, pennarelli, evidenziatori, pastelli, inchiostro, tempere e tutti gli strumenti da calligrafo – finchè non trova uno stile che lo soddisfi appieno.

'Un certo materiale o strumento può spesso diventare una fonte d’ispirazione. Ad un certo punto mi sono reso conto che quando i grafici usano font già esistenti stanno in realtà citando il lavoro di altri. Voglio invece riconquistare questo controllo e possedere tutto quello che faccio. All’inizio volevo disegnare tutto, ma poi, per avere lo stesso livello di libertà o le stesse possibilità comunicative di qualsiasi designer, ho dovuto esercitare la mia mano su tutti i fronti. Più fronti riesco a coprire e più forte e impattante sarà la mia arte'.

Job Wouters ha inaugurato il 2014 con il 'Supersonic Electronic' uno show di gruppo, presso la Spoke Art Gallery di San Francisco, curato da Zach Tutor, in cui si è esibito con altri 39 artisti contemporanei internazionali. Sull’onda del successo del suo murales 'Home', al Walker Art Center di Minneapolis, Wouters è sempre più orientato alla creazione di grandi opere d’arte disegnate, dal vivo, davanti ad un pubblico come se si trattasse di vere e proprie piece teatrali.

'Posso disegnare con un pennello di 2 centimetri o con uno da 20 e fare esattamente gli stessi tratti ma avere un effetto molto più imponente. Questa è una cosa che mi affascina da sempre e sempre lo farà'.

IL LOOK

Nell’intervista della serie '200 Steps', Job Wouters, indossa uno dei look principali presentati da Canali per la primavera 2014.


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