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LUCA BIGAZZI

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Luca Bigazzi è il direttore della fotografia dei più importanti film italiani degli ultimi trent'anni. Milanese di origine, ha curato l’intera produzione di Paolo Sorrentino, contribuendo alla vittoria dell’Oscar de 'La Grande Bellezza' e al recente successo della serie televisiva internazionale 'The Young Pope'. Ha vinto sei Nastri D’argento e sette David di Donatello, diventando il professionista più premiato nella storia del festival; ha collaborato con Silvio Soldini, Mario Martone e Francesca Comencini.

Luca Bigazzi è il direttore della fotografia dei più importanti film italiani degli ultimi trent'anni. Milanese di origine, ha curato l’intera produzione di Paolo Sorrentino, contribuendo alla vittoria dell’Oscar de 'La Grande Bellezza' e al recente successo della serie televisiva internazionale 'The Young Pope'. Ha vinto sei Nastri D’argento e sette David di Donatello, diventando il professionista più premiato nella storia del festival; ha collaborato con Silvio Soldini, Mario Martone e Francesca Comencini.

Canali

PARLANDO CON... LUCA BIGAZZI

Fin dall’esordio negli anni '80, la sua fotografia ha dimostrato una chiara vocazione cosmopolita, difficilmente classificabile nel panorama italiano: qual è stata la sua 'scuola'? Che legame ha con la tradizione 'di casa'?

Credo che la mia storia professionale sia particolarmente anomala. Non ho frequentato nessuna scuola di cinema e non ho fatto la classica 'gavetta'. A 23 anni ho avuto la fortuna di collaborare con Silvio Soldini in qualità direttore della fotografia: la passione per il cinema, la voracità con cui andavamo al cinema e la nostra spensierata incoscienza ci hanno permesso di fare qualcosa di anomalo nel panorama cinematografico classico di scuola romana.

Le eccellenze del Made in Italy sono da sempre apprezzate in tutto il mondo, ma mentre il design e la moda italiana continuano a consolidare il proprio prestigio internazionale, da qualche anno il nostro cinema fatica a varcare le Alpi e l’Atlantico. Tra le poche eccezioni citiamo 'La Grande Bellezza', di cui lei è stato direttore della fotografia: qual è il segreto per 'esportare' con successo stili e contenuti italiani?

Sono fermamente convinto che in Italia si faccia ottimo cinema, aderente alla realtà e con una capacità, che non ha eguali nel cinema europeo, di mettere a frutto le scarse risorse disponibili. Un nome per tutti? Fuocoammare e Sacro Gra di Gianfranco Rosi, film documentari che si sono imposti nei festival internazionali grazie alla loro potenza di interpretazione della realtà.

'Rewind' mostra il processo creativo di una giacca Canali: quali sinergie ha colto tra il “linguaggio” della sartoria e quello del cinema?

Il cinema è un'arte di creazione collettiva. I film sono concepiti, diretti e condotti dai registi, che ne sopportano i rischi, la fatica e la responsabilità in prima persona, ma sono anche frutto della collaborazione di una serie di professionisti che ne condividono la realizzazione. Le complesse fasi di lavorazione dell’industria sartoriale mi hanno ricordato i processi creativi del cinema. Ogni singolo contributo personale conduce al risultato d’insieme, con la passione, la competenza e la dedizione che è legata intrinsecamente all'idea stessa della creazione collettiva. La collaborazione di singole competenze per uno scopo comune è una delle attività umane più affascinanti.

Dopo il boom dell’innovazione tecnologica della produzione, nella moda e nelle arti visive si assiste ad un ritorno all’artigianalità e all’essenzialità, come dimostra l’affermazione di marchi sartoriali come Canali. Lei come interpreta questo sentire comune?

La semplicità e la capacità di interpretare la realtà in maniera sorprendente sono, a mio parere, le caratteristiche della creatività italiana. artigianalità , originalità e inventiva sono tratti distintivi della nostra storia, del nostro patrimonio artistico. La sottovalutazione della cultura e la superficialità con cui il lavoro culturale è considerato oggi in Italia sono un'offesa a queste nostre stesse capacità. Lavorare con fierezza, lavorare con passione, lavorare con rispetto credo siano gli unici antidoti che, per fortuna, il nostro Paese riesce a produrre per salvare se stesso.


ESPLORA

REWIND

Un film di Ivan Cotroneo

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DARIO MARIANELLI

Compositore delle musiche di 'Rewind'

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